Da sempre attenta al mondo dell’arte, l’azienda Falone Costruzioni ha ideato il progetto “Edilizia è Cultura”, che prevede l’istallazione di un’opera in ogni complesso residenziale, realizzata senza alcun costo aggiuntivo per l’acquirente.
Alla base del progetto vi è la ferma convinzione che le opere d’arte rappresentino un valore aggiunto sia per il tessuto architettonico, che per quello abitativo. Le istallazioni, infatti, estendono lo spazio vissuto dai clienti, lo rigenerano e lo fanno diventare un sistema aperto, che interloquisce con l’intorno ed innesca un ciclo di arricchimento reciproco, realizzando inoltre, la funzione di riqualificazione degli spazi urbani in cui si colloca l’intervento edilizio.
Questa iniziativa ha la capacità di valorizzare l’ambiente e il pensiero di chi ci vive e innesca due grandi fattori che non vanno trascurati: il primo è il valore patrimoniale che negli anni l’opera d’arte acquisisce; il secondo è l’intenso movimento di visitatori che potranno ammirare le opere con un ritorno per l’intero quartiere.
Il progetto “Edilizia è cultura” è un esempio di come una crescita aziendale può nello stesso tempo far crescere anche un’intera città. Teramo potrà così godere indirettamente di riqualificazione degli spazi urbani, innalzamento della qualità abitativa e ricchezza culturale.
LE OPERE
La scultura “Astro Rotante” dell’artista Italo Rodomonti è l’opera che ha dato avvio al progetto “Edilizia è cultura”. L’inaugurazione è avvenuta il 13 Marzo 2004, presso il Residence “La Porta del Sole”, a Piano della Lenta, Teramo.
L’autore dell’opera è Italo Rodomonti, artista tra i maggiori rappresentanti della “Space Art Italiana”, forte di esposizione nei musei spaziali e osservatori astronomici più prestigiosi.
Nel Residence “Tulipano” sito a Teramo, in via Fonte Baiano, è installata una scultura dell’artista Romolo Bosi, che consiste in una scultura ispirata al canone della totalità di Paul Klee: un modello cromatico elaborato dal grande artista svizzero e descritto nella sua opera didattica “Teoria e forma della figurazione”,
frutto oltre che delle sue elaborazioni teoriche, anche del suo lavoro d’insegnante presso la Bauhaus di Walter Gropius. La scultura, sospesa sul meandro dell’ingresso, si compone di tre mezze lune in alluminio dipinto, tenute insieme tramite 3 cavi d’acciaio che intersecano nel punto centrale. Il “canone” della teoria che sostanzialmente si costruisce intorno alla figura del cerchio, è stato deformato in senso verticale, spinto dalla situazione spaziale dell’ingresso configurandosi in forma leggermente ellittica.
Nel Residence “Il Melograno” è installata un’opera d’arte dell’artista di nazionalita’ tedesca Jörg Christoph Grünert, nato a Köln (D) il 11/05/1964, residente a Spoltore in provincia di Pescara; scultore, performer, trainer di didattica artistica, pedagogia teatrale e drammaturgo. Essa consiste in una scultura denominata “Lo spiraglio della luce”.
La pietra originale sulla quale nasce l’opera d’arte è di tipo calcareo di colore giallo paglierino prelevata da una cava sita in località Rapino in provincia di Chieti, ai piedi della Maiella in Abruzzo.
Nella ricerca scultorea di Grünert su questa pietra bianco-gialla abruzzese, incontriamo la volontà di rendere la bellezza stessa della materia pietra, esaltandola in forme emblematiche che ricordano la semplicità della natura e la sua imprescindibile importanza per gli esseri viventi.
Nel Residence “Galileo” è installata un’ opera d’arte dell’artista teramano Italo Rodomonti dal titolo “Hale-Bopp” anno “2005”. Essa è un’opera scultorea in ferro di forma rettangolare delle dimensioni di 160x60 cm. e spessore di 10 cm., sorretta sopra un basamento in c.a. da 50 cm.
L’ opera “Hale-Bopp”, come tutte le espressioni artistiche di Italo Rodomonti, ha come tema la fenomenologia del moto e la sua segreta ambizione sembra essere la cattura e la messa-in-visione dell’energia come cuore nascosto della materia. Esteticamente valida essa rappresenta la meravigliosa cometa di Hale Bopp, una delle più belle viste dall’uomo.
Nel Residence “Pegaso” è installata un’opera d’arte dell’artista teramano Sergio Florà. La scultura denominata “Pace in Terra” progettata ed eseguita vuole essere un invito alla riflessione sull’uomo di oggi. Realizzata in ferro e terracotta patinata è una stele moderna che reca inciso un messaggio da decifrare.
I simboli sono evidenti: le impronte di un piede e una mano iscritta in un sole. “Quelle impronte sono le nostre impronte” ha spiegato l’artista “il nostro cammino sia come civiltà che come singoli individui. Noi camminiamo e non possiamo non lasciare delle tracce. Siamo in cammino verso un futuro incerto oggi più che mai, ma coscienti che il nostro esistere di tutti i giorni ha un senso preciso che ci viene dal nostro essere uomini: creare, cercare e progettare attraverso il fare, inteso come intima necessità. Un fare come, simbolizza la mano iscritta nel sole, che sia portatore di una luce tutta speciale, una luce umana, forse una carezza, forse un guardarci le mani e chiederci una volta per tutte che cosa ho creato di veramente mio? Che senso ha la mia vita oggi?
Inoltre sia la mano che il piede sono simboli di fortuna e prosperità quindi anche un augurio di felicità per tutti coloro che abitano dentro questa bella architettura. Può sembrare una riflessione ovvia se non fosse che oggi sempre meno ci fermiamo a riflettere su argomenti così evidenti e preferiamo passare attraverso la vita con la semplice indifferenza di chi pensa di aver capito ogni cosa”.
Installata nel Residence “Virgilio”, la scultura dell’artista di Giulianova Marco Tentarelli “Paesaggio Onirico” è un’opera realizzata in poliespanso, un materiale che accoglie il colore, lo approfondisce, lo modula come un respiro, ma soprattutto un materiale che l’artista adatta al suo mondo interiore, semplificando le immagini, privandole dei loro contorni familiari e suddividendo le superfici in microcosmi di colori e riflessi.
Diviso da una linea ondulata come il profilo di una morbida collina, il poliespanso qui presenta, in modo anticonvenzionale e capovolto, i due termini dell’esistenza naturale: il cielo e la terra. Su tutto però, a prevalere è il brulicare della materia che pare muoversi e animarsi acquisendo incredibile autonomia tridimensionale,
ottenuta con il lavoro del colore e dell’incisione. Ad ovviare la fragilità del materiale arrivano le barre di ferro che sostengono la scultura e le regalano stabilità.
“Visione” di Gianni Tarli è installata nel Residece “Raffaello”. Realizzata in policarbonato e acciaio, di 210 x 90 cm. Nella scultura sono tracciati solchi ritmici e densità leggere e trasparenti sulla superficie della materia, dalle quali l’artista lascia affiorare suggestioni di antichi giardini zen che aprono continuamente a immagini nuove, si porgono come feconda ricerca di un altrove possibile in cui lo spazio è abitato oltre la sua dimensione volumetrica. Nell’opera il flusso onirico e la solidità realizzativi si fondono armonicamente e nell’assoluto di questa semplicità essi trovano il principio di un abitare secondo i propri desideri.